C’è un rischio che non compare nei bilanci, ma può distruggere valore di un’azienda. Non nasce da una decisione finanziaria, non dipende da una scelta industriale, eppure può compromettere reputazione, fiducia, stabilità e capitalizzazione.
La disinformazione è entrata stabilmente nel perimetro dei rischi strategici d’impresa. Non è più solo un fenomeno mediatico o politico: è un rischio economico, reputazionale e di governance.
Il World Economic Forum la colloca tra i principali rischi globali nel breve periodo, al 4° posto tra i key recurrent risks nel Global Risks Report 2025. Non si tratta di un’allerta generica: la convergenza tra intelligenza artificiale generativa, deepfake e proliferazione dei contenuti digitali sta modificando radicalmente l’ecosistema informativo in cui operano le imprese.
La comunità accademica analizza con crescente attenzione il fenomeno. Il Harvard Law School Forum on Corporate Governance ha evidenziato come la disinformazione incida su investitori, mercati e valore d’impresa, alterando le dinamiche di fiducia che sostengono il sistema economico. Anche l’analisi di ISS STOXX (“Misinformation and Disinformation in the Digital Age: A Rising Risk for Business and Investors”, maggio 2025) sottolinea come i progressi dell’IA abbiano amplificato diffusione e impatto delle informazioni false, mentre policy aziendali e sistemi di supervisione risultano ancora spesso inadeguati o poco trasparenti.
Non è un caso che grandi gruppi assicurativi come Zurich Insurance Group qualifichino la disinformazione come rischio emergente capace di generare perdite finanziarie concrete. Nel Global Risks Report 2025, Zurich evidenzia che entro il 2027 i rischi sociali e informatici assumeranno crescente rilevanza, con la disinformazione al primo posto tra i rischi emergenti, favorita dai continui progressi dell’intelligenza artificiale.
Le nuove tecnologie di AI generativa e i deepfake moltiplicano velocità, scala e credibilità delle informazioni false. Non si tratta più di contenuti marginali o facilmente riconoscibili: oggi un’informazione manipolata può apparire plausibile, autorevole, perfino “ufficiale”. Un contenuto alterato – oltre a creare danni, per esempio, operativi – può incidere direttamente su reputazione e brand, relazioni con clienti e stakeholder, fiducia interna, stabilità delle partnership strategiche, andamento del titolo e accesso al credito. In altre parole, può colpire il cuore del valore aziendale.
Per il Consiglio di Amministrazione, il tema quindi non è comunicazione: è governo del rischio.
L’art. 2381 c.c. impone agli amministratori di agire in modo informato e di valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società. In un contesto in cui l’informazione stessa può essere manipolata, il presidio del rischio disinformazione rientra pienamente nella responsabilità di supervisione strategica del CdA.
È poi evidente che non basta reagire, ma occorre anticipare: l’approccio alla mitigazione al rischio disinformazione (che non è un rischio accessorio, ed è trasversale) deve essere inserito a pieno titolo nel sistema, con un approccio strutturato che preveda:
- monitoraggio continuo dell’ecosistema digitale;
- protocolli di risposta rapida e crisis management;
- chiara attribuzione di accountability interna;
- integrazione con compliance, cybersecurity e gestione della sicurezza informatica;
- formazione di tutte le persone, a partire dai vertici e dalle funzioni chiave.
In sintesi, governare la disinformazione non è una scelta reputazionale, ma una scelta di responsabilità e parte integrante di una governance efficace e lungimirante, per rendere l’impresa più solida e performante: “un’impresa costruita per durare”, diciamo noi.
Riferimenti
– World Economic Forum, Global Risks Report 2025.
– Subodh Mishra, “Misinformation and Disinformation in the Digital Age: A Rising Risk for Business and Investors”, ISS STOXX, 12 maggio 2025.
– Harvard Law School Forum on Corporate Governance, contributi sul tema disinformazione e impatto su investitori e mercati.
– Zurich Insurance Group, The Global Risks Report 2025.
– Art. 2381 c.c.



