Il concordato preventivo biennale: una nuova opportunità

Il concordato preventivo biennale (CPB) è entrato in vigore lo scorso 22 febbraio 2024 con l’emanazione del D. Lgs. 13/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 febbraio 2024.

  1. CPB: che cos’è

Il concordato preventivo rappresenta un “nuovo” strumento di pianificazione fiscale, definendo difatti un accordo tra il titolare di partita IVA e l’Agenzia delle Entrate. Si basa sui dati disponibili all’Agenzia e consente di stabilire preventivamente le imposte dovute negli anni 2024 e 2025.

Coinvolge le partite IVA che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e i forfetari.

 

  1. CPB: chi potrà accedervi?

Potranno accedere al CPB tutti i titolari di partita IVA, senza vincolo di limite minimo di punteggio ISA, che con riferimento al periodo d’imposta precedente a quelli cui si riferisce la proposta:

  • non hanno debiti tributari ovvero hanno estinto quelli che tra essi sono d’importo complessivamente pari o superiori a 5.000 euro per tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate, compresi interessi e sanzioni;
  • non presentano contributi previdenziali definitivamente accertati con sentenza irrevocabile o con atti impositivi non più soggetti a impugnazione.

 

  1. CPB: come funziona?

L’Agenzia delle Entrate formula la proposta di CPB sulla base dell’incrocio dei dati a sua disposizione, inclusi gli ISA e le imposte sui redditi e l’IRAP dovute per gli anni 2024 e 2025 vengono stimate in anticipo.

Al fine di poter accedere al concordato preventivo e godere dei relativi benefici è necessario trasmettere i dati utili alla predisposizione della proposta di concordato da parte dell’amministrazione finanziaria, recepire la proposta avanzata dall’Agenzia delle Entrate ed accettarla, entro i termini di trasmissione del modello Redditi 2024, anno di imposta 2023, ovvero entro il 15 ottobre 2024.

 

  1. Vantaggi del CPB

Lo strumento mira a semplificare il rapporto tra partite IVA e Fisco, offrendo una soluzione preventiva e vantaggiosa per entrambe le parti.

Difatti il reddito tassabile ai fini delle imposte dirette (e IRAP, per le società ed associazioni) corrisponde a quello concordato e, dal punto di vista previdenziale (contributi INPS artigiani / commercianti ed iscritti alla Gestione Separata), rileva il reddito concordato.

Il reddito “aggiuntivo” incassato non è soggetto a tassazione (e, in caso di minori introiti superiori al 50 per cento, il MEF potrà prevedere ipotesi straordinarie di revoca del piano concordato).

Al contribuente che aderisce al CPB vengono riconosciuti tutti i benefici del regime premiale ISA.

I periodi di imposta oggetto di concordato non sono accertabili ex art. 39 D.P.R. n. 600/73, salvo che intervenga successivamente una causa di decadenza.

 

  1. CPB: considerazioni conclusive

Le modalità di formulazione della proposta di CPB non sono ancora state rese note nel dettaglio, in quanto sono rinviate alla definizione di un successivo decreto ministeriale, che dovrà stabilirne nel dettaglio la metodologia di elaborazione.

In linea generale, si valuti che l’accettazione della proposta di concordato formulata dall’Agenzia delle Entrate deve essere esaminata ragionevolmente, sulla base delle previsioni di fatturato dei prossimi due anni e sulla base di eventuali ed ulteriori fattori che si consiglia di valutare con attenzione insieme al proprio professionista di fiducia.

 

 

Gianmarco Nargiso Croce